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#IOAPRO 1501, Violare il DPCM non è la soluzione ecco perché non aderire.


Purtroppo questo 2020 che è passato ha fatto enormi danni economici a tutte le categorie nel mondo del commercio. Ad oggi il mondo dei ristoratori, quello degli albergatori e tutto quello che gira intorno al terzo settore si ritrova in ginocchio, e grida al governo aiuto. Ma un aiuto concreto che ci permetta di affrontare questa crisi sanitaria evitando licenziamenti e chiusure. Il sistema dei ristori pur troppo è risultato troppo debole non portando gli effetti sperati, visto che il ristoro non riusciva a coprire le enormi spese che un azienda si ritrova mensilmente e quando arriva il ristoro porta un enorme ritardo rispetto alle promesse fatte in televisione.

Tanti ristoratori, bar, albergatori etc, hanno speso migliaia di euro per potersi adeguare a quelli che sono i protocolli di sicurezza anti Covid19 che furono dettati a fine del primo lockdown. Ma pur troppo questi sforzi da parte del mondo del governo non sono stati ne considerati ma nemmeno controllati per verificare delle mele marce all'interno del sistema.

C'è grande necessità di far riaprire subito queste attività nel rispetto di tutti i protocolli e le disposizioni di contenimento del virus che le attività del turismo, del commercio, della ristorazione e dei servizi hanno abbondantemente dimostrato di rispettare per la salute e la salvaguardia dei consumatori, dipendenti e titolari delle attività.

Per questo dichiaro la mia contrarietà assoluta ad iniziative populiste e demagogiche illegali ed inconcludenti (se non, forse, per gli interessi personali, pubblicitari e politici di qualcuno) che danneggiano l'immagine della ristorazione (nei confronti istituzionali e presso l'opinione pubblica) e rischiamo di creare danni incalcolabili alle imprese ed agli stessi clienti dei nostri ristoranti. E constatiamo che le iniziative programmate sono supportate da fake news, falsità o mezze verità che trovano facile audience perché... fanno notizia!!! Abbiamo però il dovere di ribadire alle imprese della ristorazione e dei pubblici esercizi che l'adesione alla iniziativa di tenere aperti i pubblici esercizi dal giorno 15 contro le disposizioni di legge, significa mettere ancora più in difficoltà le aziende con sanzioni amministrative pecuniarie da 400 a 1000 euro con la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni. Ricordate che è assolutamente falso chi dichiara incostituzionali i DPCM, semplicemente per il fatto che i DPCM sono atti amministrativi (supportati da una legge) e quindi non sono soggetti al parere di costituzionalità. Chi vi dice che sarete multati non pagate la multa perché useranno i loro avvocati, vi sta raccontando solo un sacco di menzogne.

DPCM va modificato, non mi trovo d'accordo su molte cose, c'è il grande bisogno che il governo formi un tavolo dove sedersi con le associazioni di categoria e cominci ad ascoltare e accogliere le nostre richieste. Quindi non sono consoni comportamenti illegali od a violare la legge con manifestazioni ed azioni che non rispettano la legalità, la salute pubblica e gli stessi interessi delle imprese e dei consumatori.

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